Le cefalee nella medicina tradizionale cinese

Le cefalee nella medicina tradizionale cinese


Inquadramento e trattamento delle cefalee secondo la medicina cinese.

La scienza moderna in questi anni è riuscita a dare una spiegazione e un trattamento a numerose patologie;anche le cefalee e l’emicrania mediante analgesici antiepilettici, triptani, sono state controllate.
Ma chi soffre di questo problema sa che la frequenza degli episodi e l’intensità possono essere a volte invalidanti e costringere la persona a letto, quindi a una vita socialmente limitata.

La medicina cinese e l’agopuntura sono degli strumentiche sicuramente incidono positivamente nel trattamento di queste patologie.
Numerosi sono gli studi e e le revisioni dei lavori scientifici che provano l’efficacia di tale trattamento.
Dal 1975 al 1999 sono stati scritti 97 lavori scientifici ed eseguita una rassegna conclusiva di 22 lavori randomizzati e controllati su 1042 pazienti; dalle conclusioni si evince che l’agopuntura procura un beneficio clinicamente rilevante e persistente nella cura di paziente con cefalea cronica e di particolare efficacia nella emicrania.

Le cefalee in MTC (medicina tradizionale cinese) vengono classificate in: cefalee esogene, dipendenti da fattori cosmopatogeni esterni (vento, freddo, umidità, calore) che peggiorano con il variare delle condizioni climatiche e nei cambi stagionali e cefalee endogene da iperafflusso di energia in sede cefalica o più di rado da ipoaffusso di energia.

La diagnosi avviene mediante una scrupolosa visita del paziente con una raccolta anamnestica dei sintomi, delle abitudini alimentari e delle funzioni fisiologiche del paziente (sonno, diuresi, evacuazioni, ciclo mestruale ecc..), dalla palpazione dei polsi radiali e dalla osservazione della lingua che forniscono al medico agopuntore esperto gli strumenti necessari per iniziare il trattamento personalizzato della patologia.

Il trattamento delle cefalee in MTC si basa sulla introduzione e sulla manipolazione di aghi sottili di acciaio e rame in determinati punti ( alcuni locali ed altri lontani detti di Comando) che sono situati lungo i meridiani (canalii quali decorrono lungo tutto il nostro corpo). Una volta percepita una sensazione algoparestesica ( De Qi) l’ago viene lasciato riposare in sede per circa 15-20 minuti.
In alcuni casi si può associare la coppettazione (ventose) e lamoxibustione (riscaldamento dei punti). La frequenza delle sedute varia, inizialmente due volte allasettimana per le prime tre settimane, poi una volta allasettimana per 2 settimane segue 1 volta ogni 15 -20 giorni (per 1-2 sedute ) poi 1 volta al mese o più di rado a seconda della sintomatologia per un totale di 12 sedute. In particolarein questa patologia che è di tipo cronico le sedute andranno ripetute nel tempo per garantire la riduzione della frequenzae dell’intensità degli eventi morbosi.

Ovviamente come per qualsiasi trattamento, se il paziente non dovesse avere nessun beneficio entro le prime sei sedute è inutile proseguire con l’agopuntura.

A questa terapia si può associare il trattamento mediante fitoterapici, mix di erbe che si assumono oralmente peralcuni periodi.

Rimane inteso che durante l’evento acuto è necessario fare uso dei farmaci convenzionali.


Pubblicato il 23/07/2015